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Di Miriam Díez i Bosch
MADRID, martedì, 1° gennaio 2007
“Lo Spirito Santo ci chiede di aiutare la famiglia in Europa”, afferma il fondatore del Cammino Neocatecumenale, Kiko Argüello.
Così ha detto Argüello in questa intervista concessa a ZENIT nel contesto della grande celebrazione “Per la famiglia cristiana”, svoltasi nella capitale spagnola il 30 dicembre con la partecipazione di più di due milioni di persone.
All'incontro, convocato dall'Arcidiocesi di Madrid, si è unito in diretta televisiva Benedetto XVI rivolgendo un saluto ai partecipanti in cui ha ricordato che “i genitori hanno il diritto e il dovere fondamentale di educare i propri figli nella fede e nei valori che danno dignità all'esistenza umana”.
E' stato difficile riunire tutti i movimenti ecclesiali sulla famiglia?
Argüello: E' una cosa completamente nuova. Per la prima volta abbiamo riunito tutte le nuove realtà e i movimenti sulla famiglia e ci siamo resi conto che siamo in perfetta comunione.
Lo vediamo come un'azione dello Spirito Santo che ci dice: “Aiutate la famiglia in Europa”.
E' messa così male la famiglia?
Argüello: Sì, bisogna salvare la famiglia in Europa perché è molto minacciata, in Spagna, Italia e in altri Paesi. In Spagna l'ultima legge sul divorzio ha fatto sì che in appena sei settimane più di 90.000 famiglie siano state distrutte, e ciò è catastrofico.
In alcune zone dell'Europa del nord, come in Svezia, il 70% delle persone vive da solo, il mondo vive solo, non si sa cosa fare, ci sono alcolismo e problemi, e allora la società si trasforma. E ci sono molti divorzi.
Sì, le separazioni e i divorzi toccano da vicino molte persone...
Argüello: Pensi che in Spagna tutti hanno un fratello o un amico o conoscono qualcuno che si è separato. In questo modo si crea intorno alla famiglia un clima terribile, e noi con questa festa abbiamo voluto sostenerli e mostrare che ci sono anche molte famiglie cattoliche.
Senza dubbio, con la famiglia cristiana è in gioco il futuro dell'umanità. Giovanni Paolo II lo ha detto in Spagna: il futuro sono i figli.
In una famiglia, i figli ricevono un'identità, sono figli dell'amore di Dio. I genitori hanno collaborato con Dio perché siamo tutti in Cristo. Il figlio è frutto dell'amore di Dio.
I genitori sono diventati una sola carne ed è lì, nella famiglia cristiana, che il figlio riceve una morale, una fede e un destino glorioso, la vita eterna, il cielo. Questo non lo dà la famiglia non cristiana.
La famiglia in Europa sta peggio che in altri luoghi?
Argüello: In Europa ci sono Governi atei e la cosa è molto grave: è come se fossimo su una nave che non va da nessuna parte, mentre questa nave, che è la nostra vita, va verso il cielo.
Il suo movimento è conosciuto per le famiglie numerose. Come riuscite a entusiasmare tante persone a favore della famiglia?
Argüello: Quello che facciamo nel Cammino Neocatecumenale è proprio seguire il cammino che apre a un'iniziazione cristiana nelle parrocchie. Lo facciamo vivendo la fede in comunità.
Già nel 1985 Papa Giovanni Paolo II ha detto che la situazione familiare dell'Europa non era positiva, e ha proposto di tornare al primo modello apostolico. E' ciò che facciamo, vivendo come cristiani, aiutandoci a vicenda.
Seguiamo il mandato “Amatevi come io vi ho amato”. E' questo l'amore che si ritrova nelle comunità che salvano la famiglia, perché questa si trova all'interno di una comunità con altre famiglie; è il modo che abbiamo per aiutare la famiglia in Europa, perché bisogna aiutare la famiglia in ogni luogo.
In primavera abbiamo intenzione di organizzare un'altra festa a favore della famiglia in Germania, dov'è particolarmente necessario salvare l'istituzione familiare.
[Traduzione di Roberta Sciamplicotti]
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