Un po’ stimolato dal periodo estivo che stiamo vivendo (terminati gli impegni pastorali, chiusi i campi scuola…), un po’ dal brano del vangelo di Marco della sedicesima domenica del tempo ordinario e un po’ dalla voglia di fare altro anche per un breve periodo, ho deciso di tentare una riflessione o meglio di stimolare anche te che leggi queste righe a riflettere sul senso cristiano del riposo.È paradossale, ma il termine « vacanza » – come è noto – deriva dal latino vacare che in realtà significa dedicarsi pienamente a un’attività. È per questo che nelle antiche culture la vacanza, così come è ora concepita, non esisteva. La vera sosta, infatti, dovrebbe scandire ogni giornata e ogni opera umana: Pascal non esitava a scrivere che « ogni disgrazia viene agli uomini da una cosa sola: il non saper restare in riposo in una camera » (Pensieri, n. 139, ed. Brunschvicg). E comunque non è sempre facile, organizzare il riposo: bisogna costruire un ozio intelligente. Per il cristiano le vacanze sono fonte di rigenerazione, di crescita spirituale. Da vivere con gioia. Ha scritto il teologo Severino Danich: “C’è anche una grazia del riposo e non solo quella del lavoro, come c’è una grazia della gioia e del divertimento accanto a quella della fatica e del dolore”. Una delle ultime volte che Giovanni Paolo II dedicò alcune parole alle vacanze fu domenica 11 luglio 2004. Egli si trovava a trascorrere quella che è stata la sua ultima vacanza estiva in Valle d'Aosta, a Les Combes. Qui così si espresse: «In questa oasi di quiete, di fronte al meraviglioso spettacolo della natura, si sperimenta facilmente quanto proficuo sia il silenzio, un bene oggi sempre più raro. Le molteplici opportunità di relazione e di informazione che offre la società moderna rischiano talora di togliere spazio al raccoglimento, sino a rendere le persone incapaci di riflettere e di pregare. In realtà, solo nel silenzio l'uomo riesce ad ascoltare nell'intimo della coscienza la voce di Dio, che veramente lo rende libero. E le vacanze possono aiutare a riscoprire e coltivare questa indispensabile dimensione interiore dell'esistenza umana».
"Fermatevi e sappiate che Io sono Dio!". (salmo 46,11) Il testo latino ha "vacate et videte"... cioè prendetevi una vacanza dalle occupazioni ordinarie; fermatevi, ascoltatemi, ascoltatevi, ascoltate la mia Parola, siate Chiesa! La vacanza per il cristiano, giovane o adulto che sia, si fonda qui: tempo per Dio, tempo per se stessi, tempo per l'essenziale, tempo per la Chiesa, tempo per la meditazione, tempo per lo Spirito, tempo per la preghiera, tempo per il silenzio. Lo sguardo degli innamorati rende il tempo un non-tempo; questa è l'essenza della vacanza.
Come vivrai le tue vacanze ? In cosa ti riposerai ? Quale è il vero riposo per l'uomo ?
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ne avevo bisogno
Scritto da: Maria Rita (Ospite ) 04-08-2009
Grazie! avevo bisogno proprio di queste parole, lonatana dalla mia comunità parrocchiale, sentire le parole "siate Chiesa" di Giovanni Paolo mi riempiono di nuova forza per continuare a lavorare..in ufficio,(finchè le suddette "chiaccherate" vacanze non arrivino ancke per me..) e tornare al mare, dai miei figli, e continuare a lavorare per loro..con loro,con i loro sorrisi e i loro capricci, le loro richieste e i loro doni, dare loro la vita e riceverne in cambio di nuova.. e in quei momenti magici dove dolcemente i loro occhi si chiudono per dormire
assaporare i profumi della natura, del creato, e il dolce suono del silenzio, quella chiamata che ti mette in contatto con il Padre, e scoprire un vero rapporto con lui il Signore Gesù. approfittare dei momenti di pausa per farli fruttare in un riposo 'di veglia' ma molto rigenerante..
Sentire che se hai un pò di nostalgia x così dire della chiesa..certo andare nel Tempio di Dio, ma ricordare innanzitutto che sei tu la Chiesa
quindi
Grazie davvero
stamperò queste righe per i miei cari..
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