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giovedì 09 settembre 2010
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Cristiano in vacanza ?
 
15-08-2009


riposo.jpgUn po’ stimolato dal periodo estivo che stiamo vivendo (terminati gli impegni pastorali, chiusi i campi scuola…), un po’ dal brano del vangelo di Marco della sedicesima domenica del tempo ordinario e un po’ dalla voglia di fare altro anche per un breve periodo, ho deciso di  tentare una riflessione o meglio di stimolare anche te che leggi queste righe a riflettere sul senso cristiano del riposo.È paradossale, ma il termine « vacanza » – come è noto – deriva dal latino  vacare che in realtà significa dedicarsi pienamente a un’attività. È per questo che nelle antiche culture la vacanza, così come è ora concepita, non esisteva. La vera sosta, infatti, dovrebbe scandire ogni giornata e ogni opera umana: Pascal non esitava a scrivere che « ogni disgrazia viene agli uomini da una cosa sola: il non saper restare in riposo in una camera » (Pensieri,  n. 139, ed. Brunschvicg). E comunque non è sempre facile, organizzare il riposo: bisogna costruire un ozio intelligente. Per il cristiano le vacanze sono fonte di rigenerazione, di crescita spirituale. Da vivere con gioia. Ha scritto il teologo Severino Danich: “C’è anche una grazia del riposo e non solo quella del lavoro, come c’è una grazia della gioia e del divertimento accanto a quella della fatica e del dolore”. Una delle ultime volte che Giovanni Paolo II dedicò alcune parole alle vacanze fu domenica 11 luglio 2004. Egli si trovava a trascorrere quella che è stata la sua ultima vacanza estiva in Valle d'Aosta, a Les Combes. Qui così si espresse: «In questa oasi di quiete, di fronte al meraviglioso spettacolo della natura, si sperimenta facilmente quanto proficuo sia il silenzio, un bene oggi sempre più raro. Le molteplici opportunità di relazione e di informazione che offre la società moderna rischiano talora di togliere spazio al raccoglimento, sino a rendere le persone incapaci di riflettere e di pregare. In realtà, solo nel silenzio l'uomo riesce ad ascoltare nell'intimo della coscienza la voce di Dio, che veramente lo rende libero. E le vacanze possono aiutare a riscoprire e coltivare questa indispensabile dimensione interiore dell'esistenza umana».

"Fermatevi e sappiate che Io sono Dio!". (salmo 46,11) Il testo latino ha "vacate et videte"... cioè prendetevi una vacanza dalle occupazioni ordinarie; fermatevi, ascoltatemi, ascoltatevi, ascoltate la mia Parola, siate Chiesa! La vacanza per il cristiano, giovane o adulto che sia, si fonda qui: tempo per Dio, tempo per se stessi, tempo per l'essenziale, tempo per la Chiesa, tempo per la meditazione, tempo per lo Spirito, tempo per la preghiera, tempo per il silenzio. Lo sguardo degli innamorati rende il tempo un non-tempo; questa è l'essenza della vacanza.

Come vivrai le tue vacanze ? In cosa ti riposerai ? Quale è il vero riposo per l'uomo ?
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Educatori autorevoli... una chiamata a mettersi in gioco
 
29-05-2009

“C’è bisogno di educatori autorevoli a cui le nuove generazioni possano guardare con fiducia”, ha detto Benedetto XVI, sottolineando che “un vero educatore mette in gioco in primo luogo la sua persona e sa unire autorità ed esemplarità nel compito di educare coloro che gli sono affidati”.

Lo ha sottolineato Benedetto XVI nell'udienza di questo giovedì ai Vescovi italiani, in occasione della loro Assemblea generale,  indicando questo come il compito urgente e fondamentale dell’educazione per la Chiesa e la società.

 

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Chiamati alla corresponsabilità...
 
27-05-2009

Passare “da collaboratori del clero a corresponsabili dell’agire della Chiesa, favorendo il consolidarsi di un laicato maturo e impegnato”. È il “cambiamento di mentalità” che Benedetto XVI ha chiesto ai laici aprendo, ieri sera a Roma, il Convegno ecclesiale diocesano. Una “corresponsabilità”, ha precisato, che chiede di “migliorare l’impostazione pastorale”, “nel rispetto delle vocazioni e dei ruoli dei consacrati e dei laici”. Il Santo Padre ha ricordato la “generosa testimonianza di tanti battezzati” che nei secoli passati “hanno speso la vita per educare alla fede le giovani generazioni, curare i malati e soccorrere i poveri”, come pure, in epoca più recente, il Sinodo diocesano, che ha impegnato la Chiesa ad essere sempre più “viva e operosa” all’interno della città. Ancora, la missione cittadina in preparazione al Giubileo del 2000, che ha portato “la comunità ecclesiale a prendere coscienza che il mandato di evangelizzare non spetta solo ad alcuni, ma a tutti i battezzati”. Eppure “molta strada resta ancora da percorrere: troppi battezzati non si sentono parte della comunità ecclesiale e vivono ai margini di essa”, come pure vi sono uomini e donne che “non conoscono la bellezza della nostra fede”. Per questo “non possiamo rassegnarci alla conservazione dell’esistente”, ha concluso il Papa, esortando a “riprendere con rinnovata lena il cammino”.

Grazie Santo Padre per le tue parole (Per scaricare il testo clicca qui )

 

 

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