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mercoledì 08 settembre 2010
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Il Battista modello del catechista
 
13-06-2008

Bello il fatto che ci faccia anche rima no ? Battista…catechista… comunque rima a parte che poi magari ci aiuta a ricordare, di seguito vorrei porre l’attenzione, a me per primo, su alcuni spunti tratti dal discorso che il Papa Giovanni Paolo II fece ai catechisti in occasione del Giubileo il 10 dicembre del 2000.

ilbattista.jpgNel Battista, come catechisti ritrovate i tratti fondamentali del vostro servizio ecclesiale. Confrontandovi con luui siete incoraggiati a compiere una verifica della missione che la Chiesa vi affida. Chi è Giovanni Battista ?

Giovanni è anzitutto un credente impegnato in prima persona in un esigente cammino spirituale, fatto di ascolto attento e costante della Parola di Salvezza.

Giovanni è uno che indica il Gesù il Messia atteso, il Cristo. Suo compito è di invitare a fissare lo sguardo su Gesù e a seguirlo, perché solo lui è il maestro.

Giovanni è voce che rimanda alla Parola, amico che conduce allo sposo. Come Giovanni, il catechista è anch’egli in un certo senso indispensabile, perché l’esperienza della fede ha sempre bisogno di un mediatore, che sia al tempo stesso un testimone. L’opera dei catechisti è quanto mai necessaria e richiede da parte vostra costante fedeltà a Cristo ed alla Chiesa. Tutti i fedeli, infatti, hanno diritto di ricevere da colorro che, per ufficio o per mandato, sono responsabili della catechesi e della predicazione, risposte non soggettive, ma rispondenti al Magistero costante della Chiesa. Non basta la conoscenza intellettuale di Cristo e del suo Vangelo. Credere in Lui, infatti significa seguirLo. Per questo dobbiamo andare alla scuola degli Apostoli, dei Confessori della fede, dei Santi e delle Sante di ogni tempo, che hanno contribuito a diffondere e a fare amare il nome di cristo, mediante la testimonianza di una vita spesa generosamente e gioiosamente per Lui e per i fratelli.

Come vivi oggi questo ? Condividi la tua esperienza perché sia di aiuto per i fratelli catechisti. Puoi inviare commenti per SMS al 3341140572 oppure per FAX al +391786024904 (dall’Italia togli il +39) oppure mail a Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

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fare il catechista o essere catechista ?
 
11-04-2008

pesca_miracolosa.jpgLa scena della pesca miracolosa e della vocazione dei discepoli può essere presa come immagine di ogni chiamata compresa quella del catechista. A noi è accaduto di incontrare Gesù, egli è passato nella nostra vita, è salito sulla nostra barca e ci ha chiesto di prendere il largo, di fidarci della sua parola e non per un giorno o per un period ma per sempre. E' necessario domandarci sempre che cosa ne sia del nostro incontro con Cristo, se è solo un bel ricordo, una sensazione passeggera oppure un incontro che si rinnova ogni giorno. sentiamo che la nostra vita si trasforma se ci affidiamo a Lui ed alla sua Parola ? Più concretamente, pensando al nostro ministero di catechisti poniamoci una ulteriore domanda: faccio il catechista o sono catechista ? Credo e sento che tutta la mia vita è ormai improntata sull'annuncio del vangelo, oppure mi limito ad essere impegnato un'ora a settimana ?   Essre catechista è un ipegno grande, bellissimo e pieno di responsabilità per cui è necessario crescere nella dimensione spirituale, nella preghiera, nell'approfondimento dei temi e dei metodi per saper comunicare il vangelo in un modo che cambia molto velocemente. Il catechista è chiamato ad essere uditore della Parola per poi trasmetterla. Il termine "catechista" significa proprio "colui che fa risuonare" "colui che fa l'eco". Ci aiuta molto a capire ciò l'immagine di Giovanni Battista, l'amico dello sposo, che con il dito indica Cristo, l'Agello di Dio che toglie i nostri peccati.

Interroghiamoci condividendo le nostre esperienze con i seguenti due ulteriori spunti per la riflessione in questo tempo:

  • Su cosa penso di dover puntare oggi per svolgere al meglio il mio ministero ? 
  • In che cosa la comunità parrocchiale mi può maggiormente aiutare ?
  • Quali sono le maggiori difficoltà che intravedo ?
Commenti utenti (2) Articoli simili Leggi tutto...
La grande emergenza educativa
 
17-03-2008

Vorrei porre all’attenzione ancora il tema dell'emergenza educativa così come sottolineato dal Santo Padre nella lettera sull'educazione consegnata alla Diocesi di Roma anche in parte stimolato dalla lettura dei risultati della ricerca sull'europeismo giovanile sostenuta dalla Provincia di Firenze e realizzata dall’Istituto degli Innocenti durante l’evento scout internazionale Roverway 2006 (Loppiano-Firenze). Per quanto riguarda quest’ultima ricerca vi invito a leggere il documento originale pubblicato dalla Federazione Italiana dello Scoutismo e messo a disposizione qui. Al di là delle facili conclusioni a cui alcuni giornalisti di quotidiani in cerca di scoop catto-scandalistici sono giunti in questi giorni, rimane preoccupante come la secolarizzazione sia un fenomeno che continua a farsi strada anche all’interno della chiesa stessa. Nella sua lettera il Santo Padre richiamando la recente enciclica Spe salvi identifica nella speranza l’anima dell'educazione, e della intera vita. Continua affermando che oggi la nostra speranza è insidiata da molte parti e rischiamo di ridiventare anche noi, come gli antichi pagani, uomini "senza speranza e senza Dio in questo mondo", come scriveva l'apostolo Paolo ai cristiani di Efeso (Ef 2,12). Proprio da qui nasce la difficoltà forse più profonda per una vera opera educativa: alla radice della crisi dell'educazione c'è infatti una crisi di fiducia nella vita. Un ulteriore contributo per la comprensione dei frutti della secolarizzazione all’interno della chiesa ci viene dato dalle parole che il Santo Padre ha rivolto la scorsa settimana ricevendo in Udienza i partecipanti all’Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio della Cultura che potete trovare qui. Il nocciolo del problema che ci deve riguardare da vicino è così esposto dal pontefice:” Questa secolarizzazione non è soltanto una minaccia esterna per i credenti, ma si manifesta già da tempo in seno alla Chiesa stessa. Snatura dall’interno e in profondità la fede cristiana e, di conseguenza, lo stile di vita e il comportamento quotidiano dei credenti. Essi vivono nel mondo e sono spesso segnati, se non condizionati, dalla cultura dell’immagine che impone modelli e impulsi contraddittori, nella negazione pratica di Dio: non c’è più bisogno di Dio, di pensare a Lui e di ritornare a Lui. Inoltre, la mentalità edonistica e consumistica predominante favorisce, nei fedeli come nei pastori, una deriva verso la superficialità e un egocentrismo che nuoce alla vita ecclesiale.”

Bene ne vogliamo parlare ? Vogliamo condividere le esperienze che abbiamo ? I pensieri che nascono dalla lettura di questi fatti ? Noi di www.catechista.it vogliamo porci come strumento di scambio di esperienze che aiutino la riflessione su queste tematiche.

 

 

Tags : Educazione
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Utilizzo www.catechista.it per:
 
Mi piacerebbe che sul sito:
 
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